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Messaggio N°317
Lazzaroni.Napoli sono anche loro.
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Messaggio N°435
Cristo si è fermato a Porto Cervo

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Storia-Miti-Eroi
Turismo

Messaggio N°435 29-08-2007 - 18:44
Tags: Società

Cristo si è fermato a Porto Cervo
di Marina Salvadore

Eboli andava benone per descrivere tutto il degrado del Sud, utile alla stantia Questione Meridionale accampata furbescamente per la risoluzione politica ed economica della Questione Italiana dopo il risorgimento del nord…ma le rocciose sponde rosa della selvaggia Sardegna parrebbero, da sempre, appartenere ad una virtuale legione straniera, aliena all’Italia… eppure, il piccolo regno di Sardegna fu l’attore protagonista dell’Unità d’Italia, per via di quel suo re sabaudo che non mise mai piede ne’ suoi territori isolani, convinto che la Sardegna fosse solo ”un’aspra pietraia”…. Eppure, il Savoia fu re di Sardegna eppoi d’Italia e l’unico mito rapportabile alla dinastia sabauda incombente sul regno di Sardegna è legato alle vessazioni del Savoja, connesse - in “spirito” fine a se stesso- al mito della celebre grappa “filu ‘e ferro”, a testimonianza di una sudditanza reazionaria e ribelle, scarsamente innamorata del suo re virtuale. Intorno al regno di Sardegna si è voluto costruire un mito identitario, con tanto di esercitoe di potenza ma possono mai dirsi italiani i sardi, così diversi per lingua, tradizioni,geologia e vestigia storiche persino dai meridionali e dall’altra isola italiana ,la Sicilia? Sull’equivoco – o meglio, sull’ignoranza – si continua a costruire apologia tricolorica, forse perché nell’era moderna le mura ciclopiche rinvenute negli abissi del mare che bagna questa grande isola sono state affibbiate alla civiltà atlantidea dai soliti storici ed archeologi sovvenzionati dai programmi di ricerca; non a caso, l’altro ieri, un’altra Atlantide è stata “scoperta” nel mare del Giappone… La necessità dei post-risorgimentisti di voler magnificare l’aspra pietraia, unica corona (di spine di rovo) dell’invasore sabaudo in Italia, pretestuosamente alla ricerca araldica di progenie della stirpe dei Titani, spingendosi indietro ad Alborea, senza ritegno fino ad Adamo ed Eva, pur di avanzare nobiltà regale di mitica primogenitura…chissà?… Il 28 agosto si celebra nella prigione dorata della Costa Smeralda, in quella “Edenlandia” senza storia ch’è Porto Cervo, la festa di Maria Stella Maris dal nome di una chiesina edificata dall’Aga Khan di religione ismaelita nonché sovrano e pontefice degli ismaeliti, Karim, il fondatore negli anni ’60 del mito mondano della Costa Smeralda che ha creato una Porto Cervo laddove non c’era uno spillo… neppure una minima attività marinara degli autoctoni. I sardi, infatti, pur godendo di un mare meraviglioso e pescoso hanno sempre ignorato questi doni concessi loro dal Signore e mai uno “stimolo” li ha indotti all’evoluzione di tecniche marinare o marittime. Gli scogli delle frastagliate coste furono da sempre approdo di conquistatori stranieri, malfattori, e loro, invece di affrontare il pericolo sulle coste, si ritraevano sempre più nell’interno del vasto territorio, dedicandosi prevalentemente alla pastorizia. Certo, se avessero avuto un re Borbone, probabilmente avrebbero partecipato fastosamente alle glorie della seconda marineria europea, matrice della Marina Militare Italiana… ma gli toccò in sorte un Savoja, poveri loro!… e… Porto Cervo e tutta la Costa Smeralda sono, oggi, solo un allestimento scenico di Cinecittà, senza storia, tradizioni, identità. Paradiso forzato dei nuovi ricchi che vengono quaggiù con barche sempre più simili a navi da crociera…che qui si fanno il villone , il campo da tennis e quello da golf col prato sintetico, in stile con una patetica Bollywood che fa girare l’economia, che da impulso al “Mercato”, quello del fatuo; un mercato che si regge sull’immagine, sull’allure, sul vuoto assoluto di un eterno spot pubblicitario dove ognuno è prodotto sponsorizzato e comparsa al tempo stesso. Porto Cervo, alla sera, è un triste Luna-Park per narcisi clown provvisti di tutto e senza più desideri, senza allegria, che si muovono sullo sfondo tra un’attrazione e l’altra (la megabarca, la megaboiata, il megagossip, l’elicottero per spostarsi dal natante in rada al bar dell’aperitivo in piazzetta) per lo spettacolo quotidiano da offrire agli “operai” ed al personale di servizio, alle camerierine sognanti che arrivano qui, addobbate da odalische punk, dopo ore di fila in automobile, per scattarsi una posa da vip sdraiate come la Marini e la Gregoracci sul cofano di una Ferrari, di una Porche, di una Lamborghini… oppure con alle spalle un cacciatorpediniere fricchettone impupazzato di luci e di antenne radio, di radar e sonar come un monumentale giocattolo cinese di gusto kitsch. Ma è “MERCATO”! Porto Cervo è uno sportello bancario, la sagra del superfluo e dell’ostentazione. Nel centro del borgo, sulla via principale si snoda una passerella moquettata per far posto a tante piccole ed illuminate edicole votive dedicate ai santi orologi da polso all’ultima moda. Sotto i portici, a destra e sinistra, sotto e sopra, una processione di vetrine bombardate da fari da megawatts delle griffe più famose e costose chepuoi trovare in qualsiasi metropoli. Qui, pare d’essere in un immenso centro commerciale;non è certo l’ideale come località turistica, perché di “turistico” c’è il niente totale se non pubblicità di gioielli e di auto. Lo stesso clima e lo stesso odore della Fiera di Milano al Milano Vende Moda. Le spiagge belle e particolari sono lontane da Porto Cervo e raggiungibili in auto o in barca e qui bivaccano calciatori e veline, “commenda” del nord e professionisti vari in cerca di migliore piazzamento sul MERCATO. Magari, c’è gente che ha il villone a Capri, a Portofino o in altri meravigliosi angoli di paradiso, eppure corrono tutti qua ad affittarsi per milioni di euro villoni alla Celvia, casone, casini e casotti a Porto Cervo, per tre mesi di fila…perché è qui che il chirurgo estetico trova importanti e numerosissime tette da rifare; è qui che la velina vende in esclusiva ad un giornale lo scoop di un amorazzo con un calciatore o un industriale, è da qui che l’abitino trandy dello stilista dell’ultim’ora riceve l’investitura ufficiale di “tendenza” e si rilancia, moltiplicandosi sulla carta patinata ed in mille altre luccicanti vetrine del mondo, il logo aziendale dell’”artista”. E’ qui, sotto gli ombrelloni della spiaggia della Celvia che per cinque lunghi mesi l’anno macinano chilometri di sabbia ogni giorno i vucumpra’ senegalesi, con quintali di taroccature del suddetto “fashion in Porto Cervo” sulle spalle. Uno di questi è esile e magro e non si regge più sulle gambe. Alle cinque della sera è stanco e affranto. Un’anima buona che se ne accorge gli offre mezzo metro di ombra affittata a caro prezzo ed un sorso d’acqua. Ha 71 anni. Aveva sei figli. Tutti morti: uno, per un incidente stradale…un altro ammazzato durante una guerriglia…gli altri morti per malattie che qui da noi si riesce a curare con dei normalissimi farmaci… In Senegal ha, ora, solo una vecchia moglie ed una cognata ad aspettarlo…e forse non mangia a sufficienza per poter permettere loro di tirare avanti con quel poco che in cinque mesi tra i ricchi riesce a raccattare… Qui, a Porto Cervo, tra tanti Briatore, Billionaire e Bollywood, ogni tanto su di una spiaggia ritorna Gesù Cristo e vi sosta… Qui, è più triste che ad Eboli. Guarda sconsolato la linea dell’orizzonte, là dove il vasto mare di lacrime salate si unisce finalmente al Cielo, tirando per le vesti la Stella Maris perché riprenda in grembo l’umanità. O…quel che ne resta.

Inviato da: vocedimegaride - Commenti: 10

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Inviato da Anonimo
il 31/08/07 @ 16:25
GESÙ A PORTO CERVO?
/---/Ad Eboli, dei poveri del Sud, /fu per Gesù uno “tre giorni”. /Dopo risorse, ma mi chiedo: /di chi anche il merito? /Forse di quelli di Eboli! /E donde allora la loro pazienza /e sopportazione se non da Lui, /con la promessa Sua in cambio? /---/Più “giù” non poteva scendere, /ov'era l'ostile Atteone pagano, /ridotto in “Porto Cervo” da Diana, /la stessa che oggi impera, /come quella dell'Apocalisse, /d'ismaeliti fregi blasfemi. /---/Forse è qui la spiegazione /sul vecchio regno sabaudo /dell'isola sarda d'incerti albori. /Dell'ostile regal Tauro piemontese /all'Ictus gradito al Signore? /E così venne il secondo regno, /al cui abbozzo si aggiunse /la perla del Sud, un tempo saturnio. /---/Fu l'ora del nero “Emanuele”, /al quale, il ribaldo donò la gemma. /Non potè che offrirla a Teano. /Ei forse voleva dire, offrendosi: /Te...amo, mio sire! /E poi, dopo di lui venne /il nero “Agnel” e la sua stirpe. /Il suo superbo “Fiat” del Tauro, /di alchemici esseri alieni /che moltiplica e smercia, /rivali non teme: è ancora l'ora sua.
Cari saluti, Gaetano

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Inviato da Anonimo
il 31/08/07 @ 17:50
Scusate ho detto erroneamente Ictus. Non vi scandalizzate, son cose che capitano. Correggo: è ovviamente Ictys, il segno dei pesci dei primi cristiani.
Gaetano Barbella

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Inviato da Anonimo
il 02/09/07 @ 11:12
è una fotografia di una Porto Cervo che è alle luci della ribalta da pochi anni, per colpa di alcuni personaggi che l'hanno resa tale, e che con articoli di questo genere rafforzano questa visione esteriore della Costa Smeralda. Ma esiste un'altra Porto Cervo , un'altra Costa Smeralda che crea economia silenziosa e duratura negli anni, che non ha bisogno delle prime pagine dei giornali di gossip ecc.Invito la giornalista che ho anche conosciuto personalmente, ad approfondire l'argomento in un modo meno esteriore, ma più profondo. un saluto dall'Isola che forse ha il mare più bello del mondo e una cultura antica di millenni, di cui fà parte anche Arzachena il comune della Costa Smeralda.

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Inviato da Anonimo
il 02/09/07 @ 15:28
Infatti, è proprio così! E' davvero un gran peccato che la Costa Smeralda sia conosciuta nel mondo solo per quel gran Luna-Park moderno da gossip che offende la millenaria storia di un Popolo fiero con la sua cultura, le sue tradizioni e soprattutto le sue inaudite bellezze naturali. Provenendo anch'io da un Paradiso cui è stata negata ogni peculiarità ed Identità, sostituendo con la menzogna risorgimentale ed il folklore di basso profilo commerciale le sue altrettanto millenarie radici, comprendo benissimo la tristezza degli autoctoni sardi ma, ribadisco, il mio "articolo" serviva proprio a narrare, forse in maniera caustica, quest'ingiustizia storica nei riguardi di tutte le TERRE OLTRE IL TEMPO ovvero di queste perle cascate in mare dalla cintura di Dio! Purtroppo, oggi, è il Dio DANARO che governa il mondo!
marina salvadore

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Inviato da Anonimo
il 02/09/07 @ 16:55
Ha ragione la giornalista, caro signore o signora della bella Sardegna. La sua è una protesta fatta di una rabbia accorata, la stessa che la muove verso il Mezzogiorno...se avete avuto l'opportunità di leggere molti dei suoi interventi meridionalisti. Secondo me, l'appello è "Sardi, riprendetevi la Sardegna!", passata per incaute mani troppe volte, fino a straziare la vostra identità. Forse, Marina Salvatore preferisce guardare la Sardegna con gli occhi di Fabrizio De Andre' e non con quelli di Briatore. O, forse, ha sentito le rocce rosa cantare tutta la loro storia e non può accettare il cemento, l'abusivismo edilizio, la falsa cartolina illustrata che la stampa spedisce ogni anno dalla Sardegna al mondo virtuale dell'Inutile e Futile. La Sardegna dovrebbe finalmente essere una Nazione. E' così diversa dall'Italia, così "lontana" per usi e costumi, per storia e civiltà, come l'intero Mezzogiorno, dal territorio Tricolore. Ci sono due Sardegne, le conosco entrambe e, vi assicuro, la prima QUELLA VERA è MERAVIGLIOSA! D'accordo, sì, grazie all'Aga Khan che ha movimentato con estrema fortuna l'economia rurale...ma, per favore, Briatore & soci stanno solo approfittando di tutto questo. La Sardegna ai Sardi!
claudia

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Inviato da Anonimo
il 02/09/07 @ 23:29
Vorrei solo capire perchè un aperitivo per tre preso al bar in piazzetta è costato 39 euri e due giorni dopo, al medesimo bar, gli stessi avventori che hanno consumato le medesime bevande hanno pagato 55 euri.
Morghy

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Inviato da Anonimo
il 04/09/07 @ 23:29
Hai il dono di far "vedere" le cose che descrivi. Io sono stata in Sardegna tanti anni fa e l'ho vista quasi tutta e ancora ce l'ho nel cuore: mi mancava la Costa Smeralda. Capisco che non vedere Porto Cervo non è stata una gran perdita.
Maria

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Inviato da Anonimo
il 05/09/07 @ 14:50
carissima Maria, meglio nota in rete come MARIVEBER, innanzitutto voglio pubblicamente da qui ringraziarti per l'instancabile ed efficace lavoro fino ad ora svolto in favore di Bruno Contrada!...Veniamo alla Sardegna. Il presidente della Regione AUTONOMA Sardegna è un BOCCONIANO...e ciò potrebbe bastare, per farsi un'idea dello snaturamento delle peculiarità sarde in favore di una globalizzazione il cui dio-motore è il marketing! Il suddetto, tra l'altro, è il fondatore di TISCALI, made in Sardegna...e fin qui, ai fini dello sviluppo economico potrebbe anche andar bene se non fosse per il fatto che la "isolanità" tanto cara ai fieri siciliani, qui è stata praticamente annessa al Villaggio Globale. Un fatto che mi ha stupito molto e ch'è molto indicativo: dove ho soggiornato qualche giorno - località stupenda immersa nella natura - in TV, quando mi collegavo a Rai 3, il TG Regionale che vedevo era quello della LOMBARDIA e non quello locale!!! In una ex rosticceria da "asporto", ancora con le seggiole di plastica, i bicchieri per l'acqua in plastica, i minuscoli tavolini asserragliati l'uno addosso all'altro, due antipasti di pesce, due secondi di pesce, un piatto di pasta (la pasta stava per i "fatti suoi" e il condimento aveva paura di incrociarla...) più un piattino di verdure che dovevano essere grigliate, invece erano lesse e sapevano d'acqua, UNA bottiglietta di vino locale e tre cicchetti di "Filu 'e Ferro"...sono costati ben 180 euri!!!... Ad Abbiadori, nell'unico supermarket che serve i turisti MA ANCHE gli autoctoni - poverini - i prezzi di ogni prodotto erano maggiorati visibilmente; persino le scatolette per cani e gatti!!!... E' così ch'è inteso il Turismo, che dovrebbe servire da ponte tra le culture e le identità di tanti popoli? E' così, purtroppo, che gli stessi autoctoni NON POSSONO GODERE della propria TERRA. O, sbaglio? I ricconi che riciclano tanto danaro "sporco" in case, barche e billionaire vari, secondo te, vanno in Sardegna per godere del clima, della natura, della bellezza di questa TERRA BELLISSIMA o solo per "far girare il mercato"? Allora, perchè non lasciare i fieri sardi tranquilli di godersi la loro Sardegna, a prezzi possibili, accessibili. Perchè non sviluppare uno scambio culturale tra la gente normale che la Sardegna la vede come una splendida sirena in mezzo al mare e che, se non fosse la capitale del Villaggio Globale del "Lusso" di pochi, avrebbe torme di turisti disposti ad amarla?
Marina

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Inviato da Anonimo
il 10/09/07 @ 15:06
"Allora, perchè non lasciare i fieri sardi tranquilli di godersi la loro Sardegna, a prezzi possibili, accessibili." Perchè sono i nuovi barbari, quelli che dove arrivano distruggono tutto quello che trovano in nome del loro credo, del loro politicamente corretto, del loro ecologismo fasullo. Quelli che vogliono far piangere i ricchi, e stanno facendo piangere i poveracci, cioè noi tutti mentre loro i soldi li hanno nei paradisi fiscali. Io sono stata in quella splendida isola quando ancora Soru faceva le elementari e la natura era ancora incontaminata e forse è un bene che non abbia potuto tornarci e non abbia visto lo scempio che descrivi.
Maria (troppe lodi Marina per così pochi meriti)

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Inviato da Anonimo
il 10/09/07 @ 15:08
Dimenticavo: scrivi in modo meraviglioso. E' un piacere leggerti
Maria

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Messaggio N°317 15-05-2007 - 22:46
Tags: Società

Lazzaroni.Napoli sono anche loro.

I lazzaroni sono i delinquenti, i disgraziati, i mascalzoni, i farabutti, le canaglie, i furfanti, i manigoldi, i lestofanti, i gaglioffi, i filibustieri; ma, anche, gli usurai, gli scippatori, i rapinatori, i borseggiatori, i contrabbandieri, i taccheggiatori, i falsari, i ladri d'auto, i topi d'appartamento, i "paccottisti", i tangentisti, i truffatori e, infine, i peggiori di tutti, i camorristi Sono trent'anni che Lamberti dice e scrive che per liberare Napoli dai lazzaroni non bastano, anche se sono necessari, poliziotti, carabinieri e magistrati. C'è bisogno di politiche di inclusione, seriamente intese, ben diverse dalle operazioni di assistenza o, peggio, di ammortizzazione sociale, magari a favore dei più violenti e facinorosi. Per trovare soluzioni adeguate, bisogna partire dal dato, irremovibile con artifici dialettici, di una spaccatura e di una separazione profonda nella popolazione napoletana tra chi è dentro e chi è fuori dalla società moderna e civile. Perché il problema di Napoli è quello di portare dentro la modernità tutti coloro che stanno fuori per una sorta di condanna che i responsabili continuano a negare, mentre continuano a comminarla. Per aprire un dibattito costruttivo, l'autore ha raccolto alcuni dei tanti interventi su quotidiani e riviste, o in occasione di dibattiti e convegni, fatti nel corso degli ultimi anni, sulla Napoli dei lazzaroni.
Amato Lamberti è docente di Sociologia della devianza e della criminalità, presso la Facoltà di Sociologia dell'Università "Federico II" di Napoli. Ha fondato e diretto l'Osservatorio sulla Camorra della Fondazione Colasanto. È stato Assessore alla Normalità del Comune di Napoli, dal 1993 al 1995, e Presidente della Provincia di Napoli, dal 1995 al 2004. Giornalista pubblicista, è autore di libri, ricerche, studi, saggi su fenomeni di devianza e, in particolare, sulla camorra.

Inviato da: vocedimegaride - Commenti: 0

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Messaggio N°262 del 15-04-2007 - 10:15
Tags: Società

DECADENZA
di Nunziante Minichiello www.minichiello.it

La velocità impedisce di riflettere.

La velocità imposta agli eventi dall’attuale ritmo di vita impedisce, specialmente a chi non ha una opportuna preparazione di base ed a chi non si impegna continuamente per mantenersi aggiornato, di soffermarsi, di riflettere, addirittura di definire cose e fenomeni. Pare che si sia capovolto l’adagio latino “non multa sed multum”, che dunque è diventato “multa sed non multum”. In pratica ci si lascia guidare dall’istinto e dal tornaconto e non si approfondisce alcunché, ma si cerca di conoscere di tutto, anche se approssimativamente, superficialmente, indistintamente. E’ l’epoca dell’abito che fa il monaco, senza preoccuparsi di vedere se sotto l’abito firmato, dentro l’auto di prestigio, nella casa di lusso ci siano virtù, civiltà e cultura adeguate, che, detto francamente, molto spesso sono assenti e sostituite da studiati e copiati atteggiamenti, che non sempre riescono a coprire vizi, debolezze, deficienze, ignoranze varie, non esclusa l’ignoranza delle buone maniere, e superficialità che si possono rivelare molto pericolose. Una di queste superficialità consiste nel credere , ad esempio, che l’attività della criminalità dipenda dalla presenza e dal numero degli agenti e non da impostazioni di governo che sono quelle che finiscono per facilitare la criminalità o per impedirla. E’ la cultura di governo che porta alla nascita ed all’accrescimento od all’inattecchimento del crimine. Gli agenti servono a controllare che tutto proceda come legge vuole. Quando si passa dal controllo alla repressione vuol dire che qualcosa non funziona, per cui da irregolarità si arriva a criminalità. Insomma la criminalità potrà essere pure una pianta spontanea, ma, come la gramigna, può essere eliminata o lasciata crescere. Sono le false conquiste civili e democratiche a portare il conto. Le quali conquiste se poggiano sull’errore involontario o sulla buona fede sono facilmente correggibili, secondo l’errare humanum est, ma se sono state studiate di proposito, sottostanno al diabolicum perseverare. Ad ogni modo un’azione culturale, plasticamente illuminata da comportamenti che non deraglino dal binario virtuoso, tracciato dalla Costituzione e precisato dalla legge, e che riguardino tutti i livelli di tutti i settori, renderebbe in genere l’azione di polizia più semplice, come è ordinario che sia. Chi va alla ricerca di operazioni di polizia solamente non conosce e non segue gli insegnamenti della Costituzione e potrebbe produrre ancora altro danno, cioè aggravare la situazione, specie col far mancare all’operazione della Polizia e della Magistratura il supporto morale e politico, che è anche sicurezza e monito per il cittadino, che oggi vive un momento di avvilimento e di insicurezza, che però non possono essere sbattuti in faccia al cittadino stesso come omertà magari da chi è chiamato a dare esempio di rispetto stretto della Costituzione, la quale prevede pure le dimissioni e le rimozioni. Si farebbe bene a meditare profondamente su certi indici che evidenziano e certificano certi declini, particolari o generali che siano; si farebbe bene a rivedere atteggiamenti e metodi, che non giovano all’immagine ed alla buona salute della nazione; si farebbe certamente meglio ad ascoltare le lagnanze d’una popolazione confusa ed impaurita, la quale ha bisogno di certezza, di sicurezza, di serenità per affrontare le sfide incombenti; sarebbe molto opportuno non trascurare infine l’allarme che viene da certo malessere che serpeggia nella società e che va curato prima che diventi fonte di dispiaceri. Gli scontri di tipo elettorale, gli incontri televisivi, le occupazioni delle prime pagine e tutte le spettacolarizzazioni si rimandino ad altre occasioni o se ne faccia proprio a meno e si lasci il campo all’azione di governo prodotta dalla maggioranza, controllata dalla minoranza e giudicata da una popolazione adulta e smaliziata che non si lasci attrarre dalla teatralità di certi confronti e segua gli avvenimenti dai fatti concreti accompagnati da chiari ed esaurienti comunicati stampa, come si addice ad una classe dirigente degna di questo nome e ad un popolo sovrano fatto di cittadini coscienti. Il difficile sta nel convincere i politici ad abbandonare certo divismo ed a lavorare senza grancassa per un popolo, che deve rivestire gli attributi che la Costituzione gli conferisce e che esso spontaneamente o meno continua a volte ad ignorare, anche perché distratto da una marea di notizie dispersive, non raramente dispendiose, quasi sempre di nessuna utilità e che solitamente gli confondono le idee, per cui si lascia convincere, per fare un esempio, che i problemi si risolvano con le battute, con le trovate, con le frasi ad effetto e con immagini attraenti o con fiaccolate e con marce , che possono solo evidenziare la grave malattia che affligge lo stato di diritto, che non può essere rimesso in salute con farse, con giaculatorie ed esorcismi vari: lo stato di diritto ha i suoi organi che devono funzionare in modo che la GIUSTIZIA passi certamente a distribuire, senza esclusioni di sorta e senza dare adito a dubbi, assoluzioni e condanne. Le furbizie deviano la GIUSTIZIA, ma quelli che fanno le spese delle furbizie aspettano in silenzio od invocano fortemente giustizia; le barzellette fanno ridere, ma possono coprire pure di ridicolo, a dispetto anche della abilissima ipocrisia che vorrebbe trasformare furbizie e ridicolo in qualità positive .Più grave di tutto sarebbe il fatto che il mestiere di cittadino sarebbe uno di quei mestieri che gli Italiani non vorrebbero fare più, ammesso che l’abbiano sempre esercitato come Costituzione vuole, per cui lo delegherebbero, non sapendo forse che i veri cittadini eleggono solo per breve durata, per una sola volta e con remunerazione conforme alla media nazionale, conservando sempre il diritto di controllo costante e mai delegando senza riserve. Infatti,se così non fosse, non ci sarebbe neanche più il ridicolo: per il cittadino ci sarebbe solamente l’infamia.

Inviato da: vocedimegaride - Commenti: 0

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Messaggio N°229 del 29-03-2007 - 20:43
Tags: Società

Eroi
di Nunziante Minichiello www.minichiello.it

Quando la Terra diventa inospitale meglio rifugiarsi in Paradiso. Ogni tanto l’atmosfera festaiola di questo mondo etruscheggiante viene turbata da qualche suicidio. Allora c’è tutto un agitarsi per sapere, per capire, per spiegare il gesto singolare, di cui tutti gli altri aggettivi sono riportati in cronaca, e che è stato commesso, come tutti testimoniano, da una persona perbene, normale, tranquilla e senza problemi. Questa persona ad ogni modo però ha scartato l’ipotesi di vivere e morire nelle condizioni che i variabili disegni della sorte imprevedibile gli avevano riservato ed ha scelto la decisione drastica, la soluzione una volta per tutte dei problemi, la liberazione da sacrifici fisici e morali, facendola finita una volta per tutte, autonomamente. A volte lascia pure qualche messaggio, che, come l’atto stesso, dopo qualche giorno finisce nel dimenticatoio, eccetto che per pochi intimi. Le vere motivazioni del gesto però solitamente restano taciute dall’autore e costituiscono motivo di interesse per quelli che restano. E’ probabile che il suicidio, l’autoeliminazione sia una violenta reazione contro se stessi e però anche una accusa sottintesa contro altri. La comunità (che non immaginava neanche che l’autore del grave gesto s’aspettasse da essa comunità un qualche gesto di solidarietà, invece di essere abbandonato a se stesso, forse anche sfruttato, vilipeso, deriso) sottolinea l’avvenimento e non è fuori luogo pensare che forse l’avrebbe voluto più lento, anche per assistere più a lungo a mortificazioni ed a sofferenze, che, quando riguardano gli altri, addirittura sono patite con piacere, con una certa goduria e con l’accompagnamento dell’immancabile severo giudizio. A questa specie di piacere e di goduria sono dovute le fortune delle tragedie, degli spettacoli cruenti e della letteratura nera e gialla in genere. La comunità certamente ignora che l’autolesionista si sarebbe potuto stancare, non ce l’avrebbe fatta più a reggere l’urto avverso dell’esistenza, a lottare contro sfortune e contrarietà od a subire sfruttamento, umiliazione, violenza, incomprensione e dimenticanza. Non è da escludere allora che l’autolesionista si sia voluto riscattare, consentendosi un atto di ribellione, negando godimento ed utilità, rifiutando soggezione e servitù, dichiarandosi esso stesso campione di libertà, capace di pagare con la vita il proprio diritto alla vita, alla vita libera e dignitosa. Eroi di statura antica i caduti per mano propria, per non finire ornamento del carro di un fortunato vincitore. Quando la Terra diventa inospitale meglio rifugiarsi in Paradiso. Iddio infatti accoglierà gli infelici, perché l’intelligenza divina conoscerà la verità e perciò la divina misericordia tenderà il braccio ai malcapitati, che, almeno dopo morti, potranno stare in pace. L’inferno dovrà accontentarsi di altri ospiti.

Inviato da: vocedimegaride - Commenti: 0

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Messaggio N°220 del 23-03-2007 - 22:11
Tags: Società

I POTENTI VENDITORI DI FUMO E PEGGIO
di Nunziante Minichiello www.minichiello.it

Non hanno virtù eroiche, ma certamente l’abilità di orientare la dabbenaggine della gente. Molti fenomeni, che influenzano o, meglio, affliggono molta umanità, partono da affermazioni che in genere si prendono e si accettano per buone e che però sono manchevoli se non addirittura nocive per le popolazioni che se ne lasciano affascinare e per le quali quelle affermazioni dovrebbero essere d’aiuto. Basti pensare alle vittime che quotidianamente cadono in nome della libertà, della democrazia, della civiltà, del progresso e del benessere, che quelle vittime solitamente col loro sacrificio non riescono ad assicurare neanche ai loro posteri. Non si creda che le affermazioni, i principi cioè, i grandi principi siano frutto di menti sottili tanto da far passare la più aperta ipocrisia per ispirazione mistica, per voglia di fare del bene, per impostazione umanitaria, per grande idea politica, ma si accetti invece che le affermazioni, le affermazioni di principio, le affermazioni di buoni principi nascano da nobili sentimenti umanistici, da cristallina coscienza prima umana e poi civile e dall’esigenza o dalla ambizione di fare qualcosa di grande e di benefico per l’umanità intera, che si sente come propria famiglia, da rispettare, da onorare e da amare. D’altra parte la differenza in pratica non avrebbe rilievo, perché in pratica le affermazioni per affermarsi hanno bisogno dell’uomo che le fa proprie o fa credere di farle proprie, ossia della comunicazione, la quale può servire tanto a propagandare le qualità dell’uomo che crede o che fa credere di interpretare giustamente, nella teoria e nella applicazione, quelle affermazioni, quanto a credere in quelle affermazioni. Seguendo i convegni, gli incontri, le tavole rotonde difficilmente ci si imbatte in uno spirito, non dico cristiano, ma almeno paolino. Si rileva in genere un autoincensarsi ed un incensarsi reciprocamente, anche nelle differenze di impostazione ed addirittura nei contrasti. La scena è dominata quasi esclusivamente dall’oratore di turno, potremmo dire dal mattatore di turno, che, più che chiarire, spiegare e coinvolgere l’uditorio ( che a sua volta diventerebbe istruito per comunicare, per applicare e per realizzare le affermazioni ), si propone e si impegna a presentarsi al meglio, aiutandosi senza risparmio di energie colle citazioni di letture di autorevoli pensatori, i quali ultimi hanno fatto la loro, quasi sempre solo la loro fortuna, e citando affermati personaggi presenti ed assenti che neanche possono lamentare mancanza di gloria. Insomma le affermazioni che hanno imposto, nella fortuna e nella disgrazia, gli autori all’attenzione dell’umanità, non servono, le affermazioni, a tutta l’umanità, ma solamente a quella parte che le sa fare proprie o sa far credere di farle proprie. Questa parte, minima, di umanità se la passa e se la spassa proprio bene tra un hotel a tante stelle ed un’aula magna, mentre l’altra umanità, la stragrande parte dell’umanità, continua a stentare, a vivere la fame, l’arretratezza, l’ingiustizia di sempre. E’ ben vero d’altra parte che quelli che non si sono comportati a questa maniera, cioè ad impegnare a proprio uso e consumo le più volte citate affermazioni, non hanno avuto vita facile, dai primordi all’epoca attuale, anche se riportati con nome e cognome sulle lapidi che denominano vie e piazze, forse non solo a ricordo delle future generazioni. In soldoni, come si usa dire, quelli che stanno bene e sanno di star bene dicono, con i convegni, le tavole rotonde ed interventi sociali e di beneficenza dicendo, tutti utili a tener buoni ed a placare gli animi, a quelli che stanno male: convincetevi di star bene così come state e se vi riesce con le sole vostre forze cercate anche di star meglio. Ma noi non vi aiutiamo. Anzi. immagine di repertorio: Solone

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Inviato da Anonimo
il 24/03/07 @ 00:00
se l'uomo parlasse di meno e agisse di più, quante miserie in meno, quanti sorrisi in più!
Lello Di Carmine

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Messaggio N°215 del 20-03-2007 - 18:20
Tags: Società

Essere seri
di Nunziante Minichiello

In attesa che arrivi un novello popolo latino a liberare l’umanità dalla barbarie Si parlava una volta di sicurezza, di infiltrazioni malavitose e cose del genere. Un consigliere comunale affermò che medicina polifunzionale fosse l’onestà e che, per dare prova di correttezza, i consiglieri comunali tutti si lasciassero ispezionare dalla guardia di finanza, che avrebbe certificato sia il tutto regolare, conforme a dichiarazione dei redditi, che eventuali conti neri e possesso di cose, di titoli e di danaro di provenienza non chiara. Non ebbe seguito. Intanto furono salutati come grandi conquiste democratiche il legalizzare la raccomandazione; il cestinare le lettere anonime, tacciate di viltà anche quando suggerite dalla prudenza, scaturita dall’esperienza che insegna come lasciarsi scappare qualche dichiarazione porti a morte certa, soprattutto quando le istituzioni e gli apparati abbiano dichiarato pubblicamente di non controllare più la situazione ed abbiano invitato le popolazioni, se vogliose di legalità, a scendere direttamente in campo; la privacy e tante altre conquiste. Tuttavia l’umana malizia non rimase inoperosa e continuò a produrre violenze, ruberie, evasioni, corruzioni e tutto ciò che Corte dei Conti ed istituti specializzati rilevano e forse rimproverano. Il danaro è riferimento quasi costante delle azioni e delle cattive azioni degli esseri umani, per cui bisogna seguire il danaro per avere, nella maggioranza dei casi, conoscenza, motivazione e modalità di attuazione delle azioni e delle cattive azioni degli esseri umani, ormai universalmente accomunanti dall’unico culto dell’unico dio, il dio danaro, in tutto il mondo amato e seguito, perché semplifica e facilita la vita. Allora, ad esempio, oltre od insieme con i turisti fortunati e pagati per far vedere alla “gente comune” come ce la si spassi, anche col danaro del contribuente, nei vari paradisi terrestri inviare anche nei paradisi fiscali specializzati alla ricerca di italiani intestatari di conti correnti bancari e di investimenti e delle ragioni per cui questi italiani non tengano quei conti in una qualsiasi banca italiana e perché non investano in Italia, che guarda caso è alla ricerca proprio di investimenti soprattutto nel Sud. Seguendo anche l’esempio del senato romano che pretese i conti persino da Scipione, che era Scipione, si pretenda chiarezza e correttezza da tutti i cittadini, proprio da tutti, nessuno escluso, anche quello finora ritenuto intoccabile. Ciò che d’altra parte dovrebbe già essere contemplato dal codice civile, che, imponendo contabilità ordinata, spianerebbe la via alla correttezza amministrativa ed alla crescita economica armonica. A nessuno la gogna e tanto meno alla povera gente o solo alla povera gente: questa verrebbe condannata due volte: una volta dalla malasorte ed una seconda volta dalla legge; mentre soggetti che vivono situazioni di agio, ricoprono funzioni di rilievo e godono prestigio, baciati dalla sorte, potrebbero essere protetti pure dalla legge. Non si trascuri il fatto che la Magistratura non può e non riesce, con gli organici ed i mezzi che si ritrova e soprattutto per la farragine di leggi che è costretta ad applicare, a portare a termine in tempi ragionevoli i processi che ordinariamente pendono. Per cui le pene vengono rinviate alle calende greche, annullate da cavilli, da scadenza dei termini od estinte da amnistie, condoni, indulti e facilitazioni a delinquere dicendo. E’una questione di principio, di coerenza e di serietà. Se si vuole essere quello che si dice, si scriva, si propagandi e si faccia in modo che si sia tutti e sempre quello che si dice, si scrive e si propaganda; diversamente si legiferi in modo conforme alla realtà, che si vive, cioè quasi abituata ed in attesa di abituarsi alla illegalità, annegata nella corruzione, pervasa da degrado e diretta dall’istinto egoistico prevaricatore, prepotente e violento, quasi che, ad esempio, il furto, lo scippo, l’appropriazione indebita, il ricatto, il pizzo, l’usura, la vendita e la svendita di coscienza, diffusissimi come altri reati, siano mera destrezza, autentica libertà d’azione, intelligente sfruttamento della propria posizione; quasi che, altro esempio, il bulletto, il bullo, il guappo, il mafioso, il delinquente siano da rispettare, da accontentare e da temere, e quasi ancora che il ricco, il potente o chiunque faccia parte di apparato o di branco sia da sopportare e da ammirare. Anche la natura, che si ama tanto, soprattutto quella incontaminata, primitiva ed ancora non toccata dal progresso e dalla civiltà, insegna, fa scuola. Il forte, il malefico, il venefico si affermano sempre e sempre il debole muore o soggiace, dalla foresta con alberi rigogliosi ed alberelli della stessa famiglia che, se pur sopravvivano, manifestano tutta la loro pochezza e tutta la loro fragilità e dalla savana, dove quando si ha fame si mangia il primo che si incontra, agli esseri umani, che quando sono cattivi non hanno uguali e che quando hanno appetito non si saziano mai. Evidentemente però certi insegnamenti della natura… Non ci si scordi infine come nella quotidianità, ossia nelle cose, nei fatti e nelle relazioni, quasi istintivamente ci si riferisca alla convenienza, ci si inchini al piacere e ci si lasci attrarre irresistibilmente dal sesso. Si realizzi, insomma, senza ipocrisia, l’adeguamento del diritto alla realtà, in attesa che arrivi un novello popolo latino a porsi il problema di liberare l’umanità dalla barbarie, sperando che sia più fortunato dell’antico.

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Messaggio N°167 del 16-02-2007 - 16:43
Tags: Società

BR che freddo!
di Marina Salvadore

In questi giorni ferve l’allarme sulla ricostituzione delle Brigate Rosse. Non si può non evidenziare, con una certa ironia mista a pena, il degrado logistico ed il raffazzonato ideologismo dei NEOBRIG dell’ultim’ora, molto simili agli zombies dei Centri Sociali ed ai babbuini delle "tifoserie" ultras, mille leghe lontani dalla benedizione, dalla determinazione ed “operatività” delle "eminenze grigie" dei  brigatisti storici che insanguinarono questo scalcagnato Paese non senza la complicità spirituale di “politici” estremisti ed “intellettuali” pagati da certi giornali finanziati con i soldi dei contribuenti-pirla. La novella stirpe governativa dei NEOCON, praticanti dell'universale Sion, lobbies e massonerie non intendono certamente più avvalersi di determinate speculazioni ideologiche alla Roberspierre; poichè non si può squilibrare le nuove e più prestigiose complicità a livello planetario si è costretti a confinare doverosamente tra i polverosi miti nostalgici degli “eroi romantici” i partigiani, i resistenti ed i brigatisti perchè non in linea con i tempi e non più utili al Grande Fratello. Siamo addirittura scaduti nel ridicolo, finendo col definire pomposamente ARSENALE un bidone occultante non più di sette pezzi da sparo e qualche munizione, rinvenuti nel casolare veneto adiacente l’abitazione di uno degli ultimi arrestati che si sono lasciati tranquillamente pedinare, filmare, ascoltare senza nemmeno accorgersene… scarni di intelligenti precauzioni che un qualsiasi criminale, persino un umile borseggiatore da autobus, adotterebbe… Sarebbero questi imbecilli, questi praticoni, i NEOBRIG? … per giunta tesserati al sindacato che siede al tavolo delle festose “cene” (da noi pagate) del Governo? . A riguardo, nelle cronache cittadine di Milano del maggior quotidiano nazionale, si evidenziava la scarsa destrezza di questi pezzenti revanchisti; uno tra questi, credendo di poter essere pedinato, deambulava da una zona all’altra di Milano con il capo costantemente volto all’indietro…tanto da finire impattato, come un pirla, contro un’automobile che gli tagliava di diritto la strada. I luoghi d’incontro per gli appuntamenti “segreti” erano ai tavolini degli Happy Hour à la page, solitamente frequentati da una “platea aliena” di fotomodelli e di figli di papà col culo al caldo… mentre i due revanchisti universitari della combriccola tentavano, alla Statale, di fare proseliti tra gli studenti, secondo regole d’apostolato di un piccolo mondo antico, laddove – stante la new age – avrebbero potuto convertire solo qualche sfigato, rifiutato dai circoli esclusivi e dalle comitive degli studenti alla moda, acculturati dalla globalizzazione, dal consumismo, dalla Play Station e dalla coscienza collettiva della Televisione. Da quale armadio di naftalina e merletti saltano fuori questi NEOBRIG che non si sono resi conto che gli universitari italiani nouvelle vague, pur accumulando titoli accademici (per lo più, post-moderni e “art-nouveau”) sono privi di cultura generale… non leggono un libro o un giornale manco a seviziarli… figuriamoci se sanno di Marx, Lenin e Mao Tse Tung… conoscono al massimo Che Guevara perché il faccione è stampigliato su qualche felpa trandy comprata ad un concerto-live… Volevano fare apostolato, i tapini, convinti di riuscire ad ingrossare le fila di un nuovo esercito da golpe, presso i professionisti della nuova bibbia del marketing dell’effimero, moda e comunicazione, grafica industriale e fashion, brand e trandy… ed americanismi vari?… Apostolato tra stuoli di ragazze la cui unica aspirazione nella vita è quella di fare la Velina o di sposare un calciatore… tra ragazzi che comunicano, si relazionano, fanno sesso, community e overdose di virtuale, nell’intimità globale di un computer, sperando di accedere alle eliminatorie di un miserabile reality show per diventare “qualcuno”?… Non so a voi…ma a me, questi sfigatissimi apostoli NEOBRIG fanno una pena tremenda, specie se penso che non avranno mai l’opportunità, pentiti o meno dopo l’espiazione di una pena carceraria, di avere un posto fisso in qualche segreteria del Ministero degli Interni, o nella Segreteria della Presidenza del Consiglio, o in qualche servizio sociale di qualche Ministero, com’è accaduto per i loro più noti e prestigiosi progenitori. Ne’, MAI, se scriveranno qualche memoria o qualche cazzata gli sarà data l’opportunità di pubblicare libri e relazioni e di presentarli alla platea intellettuale presso qualche organo o fondazione di Stato o in qualche pubblica Università!  Il gelo dell’indifferenza li avvolge. Il vento è cambiato. Nessuno ha più bisogno delle loro turbolenze, perché il "mercato" si è allargato a dismisura e Robespierre, oggi, è solo una maschera della Commedia dell’Arte; un fichissimo costume di Carnevale!... A meno che... Mastella, che è Clemente, con un indultino ed una nuova postilla alla Legge sull'Antinegazionismo... non abbia pietà di loro!

Inviato da: vocedimegaride - Commenti:5

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Inviato da Anonimo
il 16/02/07 @ 22:45

ma Vi siete mai chiesti come mai ex BR sono nelle segreterie di Ministeri, leggasi Interni ed Amato, e possano comunicare, leggasi anche PIZZINI, con affiliati esterni come e quando VOGLIONO??? Ricordate GAVA MINISTRO DEGLI INTERNI, incriminato nel frattempo per "COLLUSIONE con la mafia? Allora probabilmente le deduzioni mi portano a pensare che QUALCUNO al GOVERNO abbia "SCHELETRI NELL'ARMADIO" ... Ma chi vivrà vedrà ... prima o poi ... TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE.
Mauro

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Inviato da crocco57
il 17/02/07 @ 11:31
BRIGATE ROSSASTRE di Antimo Ceparano

Di una cosa tutti tacciono: nei meandri misteriosi del simbolismo del male la stella a cinque punte di davidica memoria è spesso associata ai riti satanici. In questo le B.R.e i figli d satana sono accomunati dallo stesso simbolo. Mi risulta difficile capire come un Paese che dice di combattere il terrorismo permette che un segretario di un partito della coalizione di governo vada all'aeroporto per ricevere una persona che ha partecipato ad azioni terroristiche in un paese straniero e che è stata estradata in Italia. Mi risulta difficile capire come ex- brigatisti facciano parte di segreterie importanti di membri della maggioranza al governo. Mi risulta ancora impossibile capire come si prenda parte ad una manifestazione che è contro la presenza dei soldati italiani in paesi a rischio e allo stesso tempo appggiare con il proprio voto quell'evento contro il quale si manifesta. Mi risulta ancora impossibile capire la presenza di tale oreste scalzone teorico di azioni violente e il suo mancato arresto per apologia di reato. A dir poco è uno strano convivere tra la lotta al terrorismo e la repressione di questo insano fenomeno.Di questo passo le B.R. dureranno altri cento anni, come minimo, e i lavoratori continueranno a perdere diritti acquisiti in nome dell'antiterrorismo. Confesso di avere votato a favore del governo Prodi: non chiedetemi se lo rifarei.Una cosa è certa: ne con Prodi ne con Berlusconi ma per un'Italia libera e che sia una vera Nazione!
Buona giornata.

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Inviato da Anonimo
il 17/02/07 @ 12:03

Caro Antimo, hai menzionato tutti DELINQUENTI che sono poi finiti tra i prestigiosi cespugli di alloro dell'INTELLIGHENTIA NAZIONALE, alla stregua di MITI, PREMI NOBEL. Questa, è la maggiore vergogna siglata dall'arroganza e dalla complicità del nostro Governo! Resta comunque da sfatare il mito "romantico" delle cosiddette BR, spacciate - alla stregua di nostro Signore Gesù Cristo - quali combattenti per la DEMOCRAZIA del PROLETARIATO. NON E' VERO! Sono loro i primi nemici del proletariato, ideologicamente GIACOBINI ovvero INTELLETTUALI che il Popolino lo schifano cordialmente, soprattutto quando il Popolino è LIBERO PENSATORE o si permette qualche iniziativa o impresa privata; quando... non si lascia schiavizzare dal Potere e reagisce al Tribunale dell'INQUISIZIONE! Il proletariato gli fa comodo IGNORANTE e IMPERSONALE, NUMERO E NON IDENTITA'! Ora, se guardi bene a certi ministri dei precedenti governi e di quello in corso, non è difficile reperire nella massa ipocrita una serie di fustigatori e di abietti inquisitori, tanti emuli di de Torquemada e di Robespierre... soprattutto sulle poltrone del Ministero delle Finanze! Certe "finanziarie" sono manifesti politici del regime inquisitorio. Che almeno i senzienti sappiano riflettere! Biagi e D'Antona, gli ultimi due morti eccellenti delle BR, probabilmente erano diventati un po' troppo progressisti quali giuslavoristi... Ora, il problema è che questo "braccio armato" non serve più, stante il potere inquisitorio e di controllo svolto in proprio dalla "mente", che è detentrice di ogni strumento possibile per l'attuazione del progetto universale, che veste ormai panni manageriali e visita economie mondiali nell'ambito della globalizzazione e della Loggia.
marina (proletaria libera pensatrice)

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Inviato da Anonimo
il 17/02/07 @ 23:40

Tutto collima. Brigate rosse come le camicie garibaldine. ecco perchè questo paese mantiene vivo il falso mito risorgimentista del dittatore e negriero Garibaldi. La storia si ripete sempre uguale. Il popolo va declassato e sfruttato, usato.Non cambierà mai nulla perchè è vero che l'AFFARE SI E' INGROSSATO E NON E' PIU' AFFARE NAZIONALE MA MONDIALE. Scusate se non mi firmo ma questa discussione sta diventando pericolosa, ve ne siete resi conto? Anche se siamo il resto di niente.

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Inviato da vocedimegaride
il 18/02/07 @ 00:08

Va bene! Mettiamola così: stiamo giocando a FANTAPOLITIKA... anche se spesso la REALTA' SUPERA LA FANTASIA!

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Messaggio N°152 del 07-02-2007 - 00:49
Tags: Società

Non posso più insegnare nella scuola dell'odio
di Gennaro Capodanno

Faccio parte, oramai, di quell’esercito di docenti che ha chiesto dal 1° settembre di quest’anno di lasciare il campo. Un esodo, nella sola pubblica istruzione, di circa 50mila dipendenti, e non sarà un caso se la mia città, Napoli, da sola, contribuisce con quasi il 10% della stima nazionale. Difatti sono circa 4.500 i dipendenti della P.I. che hanno fatto domanda di andare in pensione nel capoluogo partenopeo, alla ribalta delle cronache quotidiane per fenomeni di bullismo, di baby gang e di atti di vandalismo ai danni delle scuole. Posso parlare a titolo personale e mi auguro che lo facciano anche altri colleghi, perché leggo di un’errata valutazione di questo fenomeno che rappresenta un vero e proprio esodo e, segnatamente, sulle motivazioni che inducono tante persone a lasciare il proprio lavoro anzitempo. Motivazioni che, per quanto mi riguarda, non sono legate alle preoccupazioni di una modifica alla norme sull’età pensionabile, bensì ad un fatto ben più grave che non bisogna sottacere, perché è un “grido di dolore” che parte dalla scuola ma che coinvolge tutta la società ed il futuro dei nostri giovani. Lascio perché mi sento inutile. Percepisco quotidianamente che quando entro in classe i miei allievi, che ho amato come figli nei sette lustri trascorsi dietro una cattedra, non mi ascoltano più, e non per quello che dico o non dico, per quello che spiego o non spiego, ma solo perché non sono più interessati alla loro crescita culturale e sociale, avendo in mente altri valori, altri modelli, altre mete da raggiungere, che non abbisognano della trasfusione del mio sapere. L’ultima prova. Oggi, alla fine delle lezioni, giravo meditabondo tra quei banchi vuoti che tra pochi mesi non avrei più rivisto, pensando con malinconia a quale sarebbe stata la mia vita senza quei giovani, senza le “mie classi”. Mentre ero immerso in questi pensieri lo sguardo è stato attratto da una scritta fresca, ancora vivida, impressa su di un banco da una mano ignota, comunque quella di uno studente di una delle classi che frequentano quel laboratorio, un ragazzetto al massimo di una quindicina d’anni, la stessa età della figlia dell’ispettore ucciso nei tragici fatti di Catania, che ieri mattina tra le lacrime lanciava l’ultimo saluto al suo “papino”: “ non riesco a stare senza di te, perché siamo uguali…”, diceva, e perché una mano, ancora ignota, assassina ha sottratto questo padre alla sua famigliola, aggiungo io. Quella scritta carica di odio e di esaltazione delirante, impressa tra qualche disegno osceno e qualche ghirigori tra i quali si stagliava, affermava a caratteri cubitali netti, col colore nero della tragedia e della morte: “POLIZIOTTO PRIMO NEMICO”. Per un attimo ho avuto un sussulto di rabbia che mi ha scosso dai miei pensieri tristi, subito dopo sono caduto in uno stato di profonda prostrazione, recependo, in maniera chiara e netta, che il mio posto non poteva essere più là, tra quei banchi dove nasceva e covava l’odio per chi è preposto alla salvaguardia del bene primario, della sicurezza dei cittadini, di tutti i cittadini, anche di quel giovane scellerato che, per ragioni destinate a rimanere ignote, li ha bollati come “nemici”.

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Inviato da Anonimo
il 06/02/07 @ 17:00

Ma se qui tutti molliamo è la fine!
claudia

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Messaggio N°150 del 05-02-2007 - 17:18
Tags: Società

CRISTOFOBIA
Appello a riconnettere cuore e fede

di Marina Salvadore


Il mondo va avanti ma l’umanità regredisce. L’uomo è schacciato nell’ingranaggio dei due moti opposti… frullato… pastorizzato fino alla volatilizzazione tipica di un gas pestilenziale che uccide e non lascia tracce. Dio si fece Uomo attraverso la nascita in terra ed il sacrificio supremo del Messia. Oggi, il culto mondiale della Shoah, sancito e obbligato a chiunque addirittura da Leggi di Stato, sostituisce il culto di Cristo, così come Luigi Copertino nel suo recente articolo “Liturgia del nuovo culto mondiale?” definisce mirabilmente con questo pensiero “Ora, l’esegesi talmudica della Scrittura, che, come si è detto, è priva della prospettiva cristologica, dopo la catastrofe della distruzione del tempio nell’anno 70, ha finito per rinnegare la fede in un messia personale per sostituirvi quella nel ruolo messianico del popolo ebreo che così è diventato, per il giudaismo post-biblico, il «messia collettivo»

L’occidente può quindi liberamente mortificare e sbeffeggiare – e l’abbiamo visto in più occasioni – tanto il Cristianesimo quanto l’Islam poiché Il Messia ed il Profeta sono schiacciati dal “messia collettivo” del culto mondiale. E nel gioco sporco di coercizione al nuovo culto, che ci pare essere del tutto esente da spiritualità, poichè strumentale ad un potere politico-economico, non si è avuto riguardo di evitare, per sfondare i portoni più resistenti dell’opinione pubblica, di far fronteggiare come sempiterni acerrimi nemici il Messia ed il Profeta, con la rigenerazione delle ceneri delle antiche crociate e delle ormai superate guerre di religione che – ci piace ricordarlo – proprio ai tempi delle “crociate” - quindi in epoca molto lontana - l’illuminato Federico II di Svevia, nel 1227, risolse in “crociere” senza spargimento di sangue con una visita di cortesia, piacevole e colta, e con un trattato. Invece di fare la guerra agli “infedeli”, egli avviò trattative con il sultano d'Egitto, al-Kamil, concludendo un accordo decennale che prevedeva oltre la presenza dei cristiani a Gerusalemme, la reciproca conoscenza e tolleranza di usi e costumi, anche lo scambio culturale tra le due Civiltà; convivenza pacifica che solo nel Mezzogiorno d’Italia – quella macroregione che, ancora oggi, è insieme Europa e Medina – sublimò in un anelito, un afflato, un inno al Progresso ed alla Civiltà medesima. Oggi, purtroppo, la nostra civiltà non contempla più nemmeno una fotocopia venuta male del grande Federico ne’ uno statista che possa dirsi tale, difensore delle radici e delle tradizioni. La Chiesa di Pietro, quella delle Leggi, si è sostituita, affogandola, alla Chiesa di Cristo, ch’è quella dell’Amore e si trascina tra cattolici tiepidi praticanti, distratti, e cattolici integralisti e fondamentalisti, legati alle Leggi, non riuscendo a sottrarsi alla nuova persecuzione dei Cristiani che molto ricorda i tempi dell’imperatore Nerone, a giudicare dal sangue versato. Con l’Unità d’Italia la Chiesa subì la prima persecuzione dell’era moderna. Con il finto benessere degli anni ’60 del diciannovesimo secolo, laddove la totale assenza di tragedie belliche nazionali e la voglia di lasciarsi alle spalle gli orrori e le distruzioni di due guerre mondiali, la teoria del “sacrificio” utile all’”elevazione” fu sostituita dall’apostasia, dal culto del dio Danaro e del consumismo. Il permissivismo dilagante – ch’è ben diversa cosa dalla Libertà di opinione e di espressione – violando ogni etica, sprofondò un’intera civiltà nella trasgressione, nella depravazione, nella blasfemìa. Ringraziamo anche gli stilisti di moda, i nuovi profeti di Stato, che inguainavano, negli anni '70, pupattole sadomaso in neri cuoi borchiati impreziositi da crocifissi-gioiello da portare in bellavista su seni scoperti e parti intime, che divenne orrida tendenza, come nei rituali delle messe nere. Quante cronache nere ci è toccato di dover leggere sui giornali, da decenni, circa l’affermarsi delle sette sataniche che ora attirano come mosche soprattutto gli adolescenti? Quanti status-symbol si sono sostituiti nello scorcio dell’ultimo secolo ai valori dell’identità e della personalità? Da quanto tempo l’Italia e l’Europa non producono più Cultura, Genialità, Umanità?… A proposito di una recente news su questo rotocalco che descriva l’assurdità di una Via Crucis di cristiani praticata nella loro proprietà privata e condannata come “reato di gruppo” dalla nostra magistratura, udite le proteste del vicinato, qualche lettore si sentì autorizzato a credere che si trattasse di una burla carnevalesca, nell’impossibilità emotiva di accettare quella bestemmia quale autentica realtà. Il Carnevale che era una libertà concessa dalla religione prima dei rigori che impone la Quaresima è tornato ad essere giubilo di popolo sbeffeggiante, il momento in cui vige la più assoluta libertà e tutto diviene lecito – come dice l’enciclopedia, che sostituisce dalla Rivoluzione Francese il Vangelo – laddove “ogni gerarchia decade per lasciare spazio alle maschere, al riso, allo scherzo e alla materialità. Lo stesso mascherarsi rappresenta un modo attraverso il quale uscire dal quotidiano, disfarsi del proprio ruolo sociale, negare sé stessi per divenire altro” e, inorridirà senz’altro lo stesso lettore poc’anzi citato, leggendo di una notiziola “carnevalesca” cui è stata data scarsa diffusione, considerandola mera curiosità… laddove i nostri fratelli musulmani sarebbero invece dignitosamente insorti ... Dal sito www.korazym.org , ove è stato possibile recuperare maggiori dettagli, un articolo a firma Mattia Bianchi, del 1° febbraio u.s., con dovizia di particolari riferisce: “Jesus for Party -Un kit completo con barba, baffi, capelli e corona di spine - E nel Carnevale 2007 debutta la maschera di Gesù. L’idea arriva dalla Cina, grazie alla società milanese Witmann, mentre il distributore è veronese: la ditta Antonio De Megni, gestore della catena di negozi Dem, diffusi in tutto il Triveneto. Ed è proprio a Verona che la maschera ha scatenato le polemiche più accese, a partire da quella del vescovo, mons. Flavio Carraro, che si è detto umiliato come credente, dal momento che “il Cristo sofferente è un’immagine amata che invece viene sbeffeggiata”. “Mi sono venute le lacrime agli occhi – ha ammesso il presule - ho pensato al volto del mio papà anziano e malato. Bisogna rispettare i sentimenti religiosi del nostro popolo. Se vengono rispettati sono motivo di conciliazione fra le comunità, in caso contrario di contrapposizione. Quell’immagine fa parte della storia dell’arte e della poesia ed è grave sciuparla così”. Approfondendo, l'ulteriore vergogna legata all'assurdità è nelle parole dell'imprenditore De Megni cui si voleva sequestrare la scorta dei kit blasfemi... Udite udite: Il kit dello scandalo rinvenuto in vendita giorni fa nell'esercizio pubblico di un tabaccaio veronese è da considerare "fondo di magazzino", poichè l'originale maschera è stata distribuita in ogni suo esemplare per il Carnevale 2006... Nessuno ha denunciato la cosa, l'anno scorso. Laisser faire, laisser passair, secondo la bibbia del nuovo protestantesimo "liberale"! Cosa aggiungere di più? Quali altri commenti sono possibili se le cronache truculente e volgari di questi giorni sono il più valido commento alla nuova persecuzione in atto dei Cristiani?


E se proprio volete sperimentare il morboso masochismo che ci contraddistingue, laddove il godere nel soffrire è abietta consuetudine di “mistica sessuale” per disturbati psichici, corredo questo scritto di tutte le immagini sbeffeggianti Cristo, tratte dal medesimo sito, ma anche con l'intimo desiderio che qualche raro “Uomo”, responsabilmente Cristiano e Cattolico, civilmente combattente ed a posto con il cervello, sia pronto, con la tempra dei seguaci del Profeta, a chiedere rispetto per il nostro Messia, due volte crocifisso dai “suoi”! Da noi! La prima volta, per 30 denari; oggi, per euri 12,60, il prezzo del kit carnevalesco!

Inviato da: vocedimegaride - Commenti: 4

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Inviato da Anonimo
il 06/02/07 @ 17:00

Nel piccolo giorno dei sentieri Troverete il Poeta Con l’attrezzo del fontaniere Per una volta egli sarà l’operaio Che chiude la fontana del proprio cuore. Quante volte avete picchiato Antimo Ceparano? Ditemi crude memorie Avete mai osato Seppellire il cieco dolore Dello zoppo poeta? Chi chiudeva la notte Nel petto nero Delle sue paure? E’ vero! Morirò un giorno Quando la speranza Vestirà con l’abito Delle vedove argentine E accompagnerà il gioioso corteo L’esercito dei ninos soldati E dei dannati dal ricordo bruciato Quante volte avete deriso L’amore bambino Di Antimo Ceparano? E nessuno ha creduto Al cuore che tracciava un binario Di sangue invisibile sul vecchio giorno! Uscirò dal mio corpo Il giorno dell’addio Per bere dalle ferite Il miele dell’amara vita E forse danzerò… Perché di morte vive l’assetato E non si è felici da soli O nel momento presente Quando chi mangia ruba all’affamato E chi dorme nel proprio letto Non conosce il freddo dei cartoni E del ricco che gira per le stanze vuote La solitudine neppure! Hanno ridotto le nostre vite a cupi dolori
Antimo Ceparano

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Inviato da Anonimo
il 06/02/07 @ 17:25

Ciò che sbalordisce, Antimo, è che in centinaia hanno letto questo articolo di denuncia...ma nessuno, tranne te, ha trovato in se' l'energia della rabbia per esprimere la sua opinione, per dare la propria disponibilità alla reazione che dovrebbe essere spontanea. Il falso pudore è solo ignavia! Eppure Gesù Cristo aveva preannunciato che a chi si fosse vergognato di Lui in terra, sarebbe stata riservata la Sua vergogna di presentare costoro all'Altissimo!...niente da fare: la gente continua ad avere paura solo della Finanza e della Vecchiaia. Che nausea!
la redazione

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Inviato da Anonimo
il 06/02/07 @ 19:02

Per chi interessato ad approfondire la teoria del "messia collettivo" e le nuove strategie dell'imposizione del culto si segnala questo preoccupante comunicato dei palestinesi (tra i palestinesi vi sono musulmani e cristiani) al link http://www.medioriente.net

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Inviato da Crocco57
il 05/02/07 @ 22:37

Bisogna avere il coraggio di dire che l'anticristo è il capitalismo: nella Bibbia c'è scritto che la bestia imponeva un segno sugli uomini che se ne fossero sprovvisti non potrebbero comprare ne vendere (apocalisse) la bestia il cui simulacro (la borsa )parlava ed operava prodigi... L'Umanità intera è attaccata da Babilonia la grande meretrice (U.S.A.) che raduna il proprio esercito dai quattro angoli della Terra...(sempre l'apocalisse). Leggete l'Apocalisse di San Giovanni e tutto vi sarà chiaro. per quanto riguarda la Palestina la colpa è dei capi palestinesi che spesso si sono arricchiti ed hanno pensato sempre ai cavoli loro...gli Arabi sono sempre divisi tra di loro: perchè? Egitto contro...Emirati Arabi alleati degli USA... Tunisi scimmiotta l'occidente...l'Algeria che tollera i massacri tra il suo stesso popolo... e chi più ne ha più ne metta... Io mi sono rotto il ca..volo ma sono sereno perchè Dio che è Grande ci dice attraverso la Bibbia che alla fine un Fuoco scenderà dal cielo (lo Spirito Santo) e brucerà il male...allora saranno stridore di denti...e ce ne sarà per tutti!!!
crocco57

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Messaggio N°147 del 02-02-2007 - 22:56
Tags: Società

SPORT O GUERRIGLIA ???
dal sito www.eurosport-it.com

Il derby Catania-Palermo si è trasformato in una battaglia: morto un poliziotto, più di cento feriti negli scontri fuori dallo stadio. E questo dovrebbe essere il calcio. E questo dovrebbe essere il campionato più bello del mondo. E questo dovrebbe essere il derby del calcio siciliano, del nuovo calcio che avanza verso la Champions League. Invece di sportivo non c'è nulla, è solo tragedia. Catania-Palermo si è trasformata da partita di calcio in battaglia, con tragico bollettino di guerra annesso: un ispettore capo della squadra mobile di Catania, il 38enne Filippo Raciti, ha perso la vita negli scontri all'esterno dello stadio, colpito al viso da una bomba carta, e i feriti sono più di 50. Il clima d'assurdità si è iniziato a respirare al Massimino già dal primo minuto di calcio giocato, con i tifosi del Palermo costretti a un percorso alternativo per giungere allo stadio temendo le imboscate dei catanesi. Questo sarebbe sport? La partita prende vita e quando i supporters rosanero arrivano allo stadio (a inizio ripresa) vengono accolti da un fitto lancio di fumogeni e lacrimogeni che costringono l'arbitro Farina a sospendere il match per 32 minuti. Questo sarebbe sport? La partita riprende e si conclude con il successo del Palermo che vince con due gol probabilmente irregolari, ma non sono i dubbi sulla condotta arbitrale a scatenare la battaglia: la violenza nel piazzale fuori dallo stadio è gratuita, assurda, cieca e mortale. Questo sarebbe sport? Tra auto bruciate e lanci di oggetti di qualsiasi tipo la notte catanese vive nella guerriglia, con le forze dell'ordine inermi di fronte a quelli che dovrebbero essere semplicemente dei tifosi.
Mio caro calcio, ne abbiamo abbastanza.

Inviato da: vocedimegaride - Commenti: 5

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Inviato da Anonimo
il 02/02/07 @ 23:43

Come commentare un episodio del genere ... posso solo aggiungere che una volta eravamo "Ospitali" noi "Duo Siciliani" ... quando è arrivato Garibaldi gli abbiamo fatto trovare il tappeto "ROSSO" sulla strada di Palermo ... più tardi è evvenuta la stessa cosa per i "Liberatori" americani ... oggi non ci sopportiamo più nemmeno a livello di "Quartiere" ... PURTROPPO IL REGIME CHE CI GOVERNA NON CONSENTE ALLA FORZA PUBBLICA, "PAGATA DA NOI", di intervenire "adeguatamente" rispetto alla violenza che "ALCUNI FACINOROSI BEN NOTI" estrinsecano in questi episodi. La FIGC è intervenuta sospendendo TUTTI gli incontri in calendario, comprese le "AMICHEVOLI" delle nostre nazionali. Servirà a qualcosa???
Mauro

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Inviato da Anonimo
il 03/02/07 @ 00:02

Negli anni '70 ero un'adolescente ed in quegli anni presero a comparire sui muri delle case di provincia i primi slogan anticipatori dei graffitari arroganti degli anni '90. Mi venivano i brividi, ogni volta, leggendo "DIO E' MORTO" ed il più celebre "FERMATE IL MONDO VOGLIO SCENDERE", mi sembravano bestemmie, irriverenze verso il Creato, schiaffi alla Vita. Oggi, devo ammettere amaramente che in quegli anni '70, probabilmente, ho vissuto senza accorgemene accanto a dei veggenti, a dei profeti...ed avrei dovuto sintonizzarmi con loro, tentare di capire... Oggi, i brividi mi prendono perchè i muri sono orribilmente vuoti di quei disperati avvertimenti ed anche le bussole hanno perso l'ago...e gli uomini la bussola. FERMATE IL MONDO VOGLIO SCENDERE! marina

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Inviato da Anonimo
il 03/02/07 @ 21:16

Penso sia arrivato il momento di fermare A TEMPO INDETERMINATO tutto il calcio italiano. Penso ad un periodo di circa 5 anni. Forse solo cosi' si puo' ripartire da capo e " disintossicare " il sistema da questa enorme montagna di soldi che oggi mantiene in vita il " sistema " calcistico. BASTA CON IL CALCIO ! BASTA CON IL COSIDETTO SPORT che di sportivo non ha proprio niente !!!
Ambro

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Inviato da Anonimo
il 05/02/07 @ 0:17

Pia illusione la tua. Dopo Calciopoli hanno pure incrementato le partite settimanali. Il calcio fa girare un mucchio di soldi ed il primo interessato agli utili è proprio il Fisco italiano!
Enzo

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Messaggio N°116 del 15-01-2007 - 15:19
Tags: Società

Cellulari in classe a Napoli
di Gennaro Capodanno

Chi si aspettava chissà quali roboanti iniziative per impedire agli studenti della Campania l’uso dei cellulari a scuola, dopo gli eclatanti episodi di immagini riprese all’interno dei plessi scolastici o nei loro dintorni, con scene di sesso e di violenza esplicita per lo più ai danni di studentesse e con l’apertura d’indagini da parte della Magistratura inquirente per la diffusione di video anche attraverso Internet, oggi deve prendere atto dell’ennesimo flop con una circolare diramata dal direttore generale dell’ufficio scolastico regionale della Campania, Bottino, sottoscritta il 2 gennaio scorso, prot. 132/P www.campania.istruzione.it/circolari/2007/prot132_07.shtml immagine pervenuta in questi giorni sui tavoli dei dirigenti scolastici, nella quale, come peraltro in quella precedente, emanata sempre al riguardo, all’inizio del corrente anno scolastico, si spalmano quintali di buonismo, con qualche “consiglio” che sembra estratto dal calendario di frate Indovino. “ Mi preme suggerire alle SS. LL. – afferma infatti il direttore Bottino, rivolgendosi ai D.S. -, nel pieno rispetto delle Loro autonomie e in considerazione delle realtà territoriali nelle quali le SS. LL. operano, la possibilità di prevedere azioni formative di educazione sentimentale e di educazione sessuale, magari con l’aiuto di esperti che le SS. LL. vorranno individuare o che potranno richiedere a questa Direzione, che li indicherà su designazione delle Autorità sanitarie regionali “. Insomma, secondo Bottino, il problema dell’uso indiscriminato dei cellulari a scuola va risolto con non meglio precisate lezioni di educazione sessuale, non chiarendo neppure se dovranno essere solo “orali”, o anche pratiche. Invece di vietare sic et simpliciter l’uso dei cellulari in classe, così come fanno da tempo, per esempio, i magistrati nelle aule d’udienza o, come avviene normalmente, sugli aerei in volo, si tira fuori dal cappello a cilindro il vecchio e trito problema dell’educazione sentimentale dei ragazzi. Insomma con la collaudata tecnica di un colpo al cerchio ed una alla botte, nulla si dice sul divieto assoluto dell’uso del cellulare in classe. Ed infatti più avanti nella stessa circolare si legge l’ “invito”, non altro, agli studenti. “ Nell’imminenza – dice al riguardo il direttore generale -, inoltre, sento la necessità di pregare le SS. LL. di voler invitare gli alunni a evitare l’uso dei cellulari durante le attività didattiche, fornendo ovviamente idonee alternative per garantire la comunicazione con l’esterno nei casi di effettiva urgenza e necessità. Ogni comunità educante troverà le regole che riterrà più opportune per porre un freno all’uso indiscriminato del cellulare in aula “. Insomma, con un comportamento di pilatesca memoria, il DG afferma che più di un invito non si sente di fare. Se poi i DS vogliono prendere una qualche iniziativa per impedire l’uso del cellulare in classe, se ne assumano in toto la responsabilità insieme al corpo docente. Ed è proprio ai docenti, ma non ai dirigenti, che è riservata l’ultima stoccata. Date il buono esempio! Come se i docenti invece di andare in classe a fare lezione, si mettessero dalla cattedra a conversare o ad utilizzare il cellulare per riprese pornografiche. “ Poiché i ragazzi conclude immagine infatti Bottino - sono molto sensibili ai comportamenti dei docenti, che tanto potere hanno di esercitare influssi indelebili nella coscienza in formazione dei loro alunni, prego le SS. LL. di fare appello alla sensibilità di tutti i docenti, affinché anch’essi evitino, per quanto possibile, l’uso del cellulare durante le ore di lezione “. Ogni ulteriore commento appare superfluo. A questo punto gli studenti stiano tranquilli, esternando la loro gratitudine al direttore generale della Campania. Potranno continuare a fare il loro comodo utilizzando il cellulare in classe e nei pressi della scuola, pure per i loro filmati osceni e violenti, mentre stiano attenti i docenti che se vengono beccati col cellulare in mano da qualche dirigente scolastico troppo zelante, possono incorrere nelle pesanti sanzioni, richiamate di recente anche nel vademecum rispolverato dal ministro Fioroni, rischiando “ per il cattivo esempio dato “ pure il licenziamento e una possibile denuncia alla Magistratura.

Inviato da: vocedimegaride - Commenti: 3

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Inviato da vocedimegaride
il 15/01/07 @ 15:30
A riguardo, bisognerebbe intervistare Pannella, dato l'esempio fulgido dell'uso del cellulare nella camera caritatis di Caserta! Per essere un esponente di Governo è ambiguo al punto giusto!

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Inviato da amoildeserto
il 15/01/07 @ 15:31
Il divieto ad usare il cellulare è già presenta in una circolare ministeriale del '98. Nel mio Istituto (Bologna) l'uso del cellulare è vietato agli alunni ... ed anche ai proff! :)

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Inviato da corenapulitano
il 17/01/07 @ 18:48
questa e l'italia, viva l'italia.

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Messaggio N°93 del 24-12-2006 - 16:37
Tags: Società

Natale? Guardiamoci dentro e tiriamolo fuori!
di Marina Salvadore

Inutile negarlo, come ogni Natale anche questo in corso ci rode l'anima, ci sprofonda nella mestizia del ricordo di giorni migliori della nostra vita, ormai inafferrabile e svanito, perchè da noi stessi tradito con l'assassinio della nostra innocenza. Silenziosi singhiozzi adolescenziali rompono il logorroico blaterare da "vecchi noiosi", delusi e amari, che copre come un sudario le nostre colpevoli mancanze, le ipocrisie le vigliaccherie della "maturità". Sono i sensi di colpa a prevalere sul nostro orgoglio; quell'orgoglio che non ci permette di telefonare a quel lontano amico, quel familiare, quel conoscente con cui cademmo in diverbio, per ricomporre e sanare gli stupidi screzi, infinitamente meschini riguardo al senso della Vita. Molti, non avendo danaro per acquistare costosi regali da "far bella figura", si inventano nuovi screzi, nuove idiosincrasie, logori "valori" umani e questioni di principio, perchè ignari che donare se stessi, con la propria viva presenza, sia il dono più ricco da offrire soprattutto agli affetti e finiscono con l'ampliare smisuratamente il vuoto che già li accerchia e l'incomunicabilità che ormai, implacabile, li definisce... e... tutto questo solo per non dover ammettere che i falliti valori del successo, del potere, della fortuna, li hanno torbidamente scalzati dal piedistallo dal quale credevano di esercitare il fascino del Gran Maestro, esempio di virtù, immune da fragilità umane ed errori esistenziali, autonomi ed autosufficienti. E questo Natale fa più male di quello passato, perchè ci si ritrova più soli, più incrostati di stupido orgoglio, più impotenti di prima. Se il Natale, come dovrebbe essere interpretato nel suo senso più autentico, è Mistero della Vita, manifestazione della Misericordia di Dio che si fece Uomo per sottolineare le fragilità di questi ma anche le immense sue potenzialità, perchè mai l'uomo che è mondo, continente, arcipelago... violenta la sua natura, trasformandosi in isola? Guardiamoci dentro. Tiriamo fuori il fiele e il miele di cui siamo imbibiti, separiamo le tossine e le pietose bugie raccontate al prossimo ed a noi stessi dai nostri desideri più semplici e dai sogni più sereni che l'intimità custodisce nelle segrete inaccessibili del cuore, vergognosamente occultate come fossero da noi stessi ritenute oscenità, termometro della fragilità che come un virus ci infetta e che, alla stregua di una malattia "vergognosa", abbiamo persino ritegno di nominare... come il cancro e l'aids... Lasciamoci andare, facciamola quella carezza stretta da tempo in un pugno, quel sorriso occultato dietro labbra strette, quella telefonata di auguri a chi da tempo l'aspetta. Facciamo gli uomini!... E che sia veramente Natale... e Pasqua di Resurrezione! Buon Natale anche a te, Welby, che ora leggero, danzi nudo nel vento!

Inviato da: vocedimegaride - Commenti: 4

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Inviato da Anonimo
il 24/12/06 @ 17:06
auguri. antimo

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Inviato da Anonimo
il 24/12/06 @ 18:07
Pezzo bellissimo! Auguroni
Andrea Balìa

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Inviato da SEREFASHION
il 24/12/06 @ 22:01
A chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore, a chi saluta ancora con un bacio, a chi lavora molto e si diverte di più, a chi va in fretta in auto ma non suona ai semafori, a chi arriva in ritardo ma non cerca scuse, a chi spegne la televisione per fare due chiacchiere, a chi è felice il doppio quando fa a metà, a chi si alza presto per aiutare un amico, a chi ha l'entusiasmo di un bambino e pensieri da uomo, a chi vede nero solo quando è buio, a chi non aspetta il Natale per essere migliore... Auguri di Buon Natale! sere

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Inviato da kayfakayfa
il 25/12/06 @ 09:22
Che belle parole, espressione di un Credo intenso, sintomo di una vissuta Cristianità, fatta di fatti e non parole!

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Messaggio N°75 del 12-12-2006 - 23:20
Tags: Società

MALANNI E MISURE
Togliere dal piedistallo il dio denaro

di Nunziante MINICHIELLO

Ci si domanda: donde provengono le situazioni che permettono malavita, malaffare, lavoro nero, illegalità, sopraffazione e violenze varie? …Tanti morti ammazzati, tanti clandestini in giro per l’Italia, tanta droga, tanto contrabbando, tanta umanità schiavizzata
( prostituzione, lavoro nero e lavoro minorile), tanta evasione fiscale, tanta corruzione, tanta insicurezza, tanto degrado e credo che questo già possa bastare. Gli organici inadeguati o solo motivi tecnici non convincono. Ci deve essere dell’altro. Infatti si nota: droga è danaro; sigarette sono monete; prostituzione è lira; lavoro nero è soldo; lavoro minorile è denaro; immigrazione clandestina è lira; rapine sono monete; scippi sono denari; furti sono soldi e così via, fino a far dubitare che forse persino la solidarietà, dalla politica alla umanitaria, possa nascondere interessi tutt’altro che encomiabili. Si evince dunque che c’è una costante che accomuna i crimini od i vizi citati ed altri ancora: il denaro. Denaro che accomuna tanta umanità, che ne fa il suo idolo, la sua principale aspirazione, e, per averlo, commette anche crimini ed incoraggia vizi. Denaro in quantità sempre crescente per appagare le voglie pur esse sempre crescenti. Denaro significa potere, lusso, piacere, che sono le cose più ambite al giorno d’oggi. Denaro diventa fine da raggiungere ad ogni costo. Venendo al sodo, ossia ai rimedi, e sintetizzando al massimo, potrebbero immediatamente essere praticabili due vie: la prima consisterebbe nel togliere dal piedistallo il dio denaro e ridurlo alla sua ordinaria funzione, impegnando istituzioni e società a dimostrarne ed a diffonderne il nuovo significato e la nuova condizione; la seconda porterebbe a scandagliare i fiumi di denaro per verificarne la pulizia: impegno culturale ed azione di verifica. La società certamente ritroverebbe qualche valore, di cui va alla ricerca, e, con qualche entrata in più, potrebbe sicuramente vivere più serenamente e crescere più facilmente. Non va trascurato che impegno culturale ed azione di verifica sono previste e prescritte dalla Costituzione e dalle leggi e regolamenti da essa derivanti, sempre che nell’iter leggi e regolamenti non abbiano perso di vista lo spirito e la lettera della Costituzione stessa.

Inviato da: vocedimegaride - commenti: 0

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Messaggio N°50 del 29-11-2006 - 21:20
Tags: Società

Riceviamo e pubblichiamo, sperando non sia vero

Di tutti i criminicommessi contro Dio, contro il creato e contro l'umanità questo è fra i più vergognosi!
(ogni commento è superfluo)
Le immagini che seguono sono estremamente dure, però riteniamo doveroso mostrarle, perché fatti così gravi non devono passare inosservati. Il mondo deve sapere, la gente deve essere informata di quanto accade in Cina, di come possa disumanamente divenire normalità il disprezzo per la vita. Una bimba appena nata giace morta sotto il bordo del marciapiedi, nella totale indifferenza di coloro che passano.
La piccina è solo un'altra vittima della politica crudele del governo cinese che pone il limite massimo di un solo figlio nelle città (due nelle zone rurali), con aborto obbligatorio.

Nel corso della giornata, la gente passa ignorando il bebè.
Automobili e biciclette passano schizzando fango sul cadaverino. Di quelli che passano, solo pochi prestano attenzione. La neonata fa parte delle oltre 1000 bambine abbandonate appena nate ogni anno, in conseguenza della politica del governo cinese.
L'unica persona che ha cercato di aiutare questa bambina ha dichiarato: "Credo che stesse già per morire, tuttavia era ancora calda e perdeva sangue dalle narici". Questa signora ha chiamato l'Emergenza però non è arrivato nessuno. "Il bebè stava vicino agli uffici fiscali del governo e molte persone passavano ma nessuno faceva nulla... Ho scattato queste foto perché era una cosa terribile..." "I poliziotti, quando sono arrivati, sembravano preoccuparsi più per le mie foto che non per la piccina..." In Cina, molti ritengono che le bambine siano spazzatura. Il governo della Cina, il paese più popoloso del mondo con 1,3 miliardi di persone, ha imposto la sua politica di restrizione della natalità nel 1979. I metodi usati però causano orrore e sofferenza: i cittadini, per il terrore di essere scoperti dal governo, uccidono o abbandonano i propri neonati. Ufficialmente, il governo condanna l'uso della forza e della crudeltà per controllare le nascite; però, nella pratica quotidiana, gli incaricati del controllo subiscono tali pressioni allo scopo di limitare la natalità, che formano dei veri e propri "squadroni dell'aborto". Questi squadroni catturano le donne "illegalmente incinte" e le tengono in carcere finché non si rassegnano a sottoporsi all'aborto. In caso contrario, i figli "nati illegalmente" non hanno diritto alle cure mediche, all'istruzione, né ad alcuna altra assistenza sociale. Molti padri vendono i propri "figli illegali" ad altre coppie, per evitare il castigo del governo cinese.
Essendo di gran lunga preferito il figlio maschio, le bambine rappresentano le principali vittime della limitazione delle nascite.
Normalmente le ragazze continuano a vivere con la famiglia dopo del matrimonio e ciò le rende un vero e proprio peso.
Nelle regioni rurali si permette un secondo figlio, ma se anche il secondo è una femmina, la cosa rappresenta un disastro per la famiglia. Secondo i dati delle statistiche ufficiali,il 97,5% degli aborti è rappresentato da feti femminili. Il risultato è un forte squilibrio di proporzioni fra popolazione maschile e femminile. Milioni di uomini non possono sposarsi, da ciò consegue il traffico di donne. L'aborto selezionato per sesso sarebbe proibito dalla legge, però è prassi comune corrompere gli addetti per ottenere un'ecografia dalla quale conoscere il sesso del nascituro. Le bambine che sopravvivono finiscono in precari orfanotrofi. Il governo cinese insiste con la sua politica di limitare le nascite e ignora il problema della discriminazione contro le bambine. Alla fine, un uomo raccolse il corpo della bambina, lo mise in una scatola e lo gettò nel bidone della spazzatura.

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Inviato da Anonimo
il 30/11/06 @ 12:04
BASTANO LE LACRIME PER PIANGERE? antimo

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Messaggio N°44 del 27-11-2006 - 14:54
Tags: Società

BELLISSIMI
di Antimo Ceparano

La materia comunica se stessa ovvero la propria dimensione estetica.
Il concetto comunica ciò che esprime, tra cui il bello o la bellezza. La materia è espressione di qualcosa di finito mentre il concetto è espressione dell’Essere. Oggi, si predilige la dimensione estetica della vita ( quindi l’apparire) e si trascura la Bellezza (quindi l’Essere). Una società dove vige l’apparire è legata alla dimensione materiale e l’estetica assurge al ruolo di divinità a cui sacrificare tutto ( è ovvio che diventa necessario rifarsi il viso, aborrire la vecchiaia... la morte diventa non più la meta a cui siamo tutti destinati ma è qualcosa da rimuovere dalla nostra cultura con la conseguenza di valorizzare l’eutanasia ). Si trascura il Bello e la Bellezza al punto tale che quando si ha un figlio non si vede più, in molti casi, come espressione della Vita, quindi della bellezza, ma è un inciampo alla realizzazione estetica della persona. L’intelligenza cede il passo all’estetica e una persona non ha valore in quanto espressione culturale ma in quanto rappresentazione estetica:
una donna esteticamente accettabile e intelligente deve cedere il passo ad una esteticamente ad impatto maggiore anche se culturalmente non evoluta... La crisi della nostra società deriva anche da questo: il resto delle riflessioni? Partendo da queste le lascio a voi.

Inviato da: vocedimegaride - Commenti: 1

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Inviato da Anonimo
il 27/11/06 @ 14:54
Centrato! Ancora una volta Antimo ha colpito il bersaglio: i nostri nonni(e) ci dicevano che l'importante non era essere belli e muscolosi (vedi ri-flessioni) ma studiosi, lavoratori, generosi etc, ed in realtà nei loro tempi assai poche persone famose (attori a parte, e poi non tutti) erano "belli". Ma io vorrei riportare un'altra osservazione "calda calda", frutto di una mia corta notte e che non ha nulla a che vedere con la bellezza: il Papa. Meglio: lo Spirito Santo (chissà perchè l'ho sempre immaginato come una nuvoletta profumata, ma è certamente molto di più) l'ha azzeccata ancora una volta ed ha scelto il prete giusto per il posto giusto (Papa). Sentite un po?: tornando indietro nel tempo, come mai è apparso un Papa dell'est in piena guerra fredda? Ma ormai lo sanno tutti: per far cadere l'unione sovietica. Ed a pensarci bene, anche Paolo VI era la persona giusta per i suoi tempi: lucido, razionale, ha gestito al meglio la confusione di quegli anni. Potrei andare indietro nel tempo, ma voglio invece provare ad inventare un'ipotesi per il futuro (i piani del Cielo son ahimè "imperscrutabili"). L'obiettivo del Vaticano è ... l'Islam! Cerchiamo di intravedere almeno le linee guida: già GP 2 (Giovanni Paolo secondo), ferito da un turco, aveva, con il Suo perdono ed il Suo comportamento successivo, iniziato a costruire un "ponte" tra le due civiltà, culture, religioni. Ora un Papa tedesco: non a caso la Germania è il paese che ha il maggior numero di lavoratori immigrati turchi al mondo e di certo molto più di ogni altro chi viene da lì ha una conoscenza della realtà e della problematica turco-islamica che noi non immaginiamo. E poi, la Turchia è il paese che, grazie alla rivoluzione di Kemal Ataturk, si è buttata dietro alle spalle non solo il chador ma finanche l'alfabeto arabo! Insomma, di gran lunga il più "moderno" ( e non intendo l'aspetto meramente tecnologico...) paese islamico. Anche la "gaffe" sull'Islam sembra quasi parte di un piano Superiore a noi per "agganciare", svegliare, farsi notare nei paesi islamici. Ed infatti, il presidente Turco alla fine ha incontrato il pontefice, il Gran Muftì gli ha parlato a lungo e chissà quanti altri incontri "non ufficiali" si sono svolti! Fatemi sapere se anche voi non trovate qualcosa di veramente Superiore in quello che stà accadendo!
Ciao a tutti

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Messaggio N°29 del 22-11-2006 - 14:12
Tags: Società

Gli eroi part-time della nostra società

di Gennaro Capodanno

Che strani eroi si sceglie la nostra società: eroi part-time. A Napoli, città al centro di un massiccio intervento massmediatico per le condizioni d’invivibilità che si sono create da qualche tempo a questa parte, uno dei simboli alla lotta antiracket è una signora, un’imprenditrice che nel 2002 ebbe la sua fabbrica incendiata, avendo poi il coraggio di denunciare i suoi estorsori.Da quel giorno ha anche la scorta e sovente è stata ospite in dibattiti ed in trasmissioni televisive, tra le quali, di recente, AnnoZero. Oggi leggiamo su di un quotidiano cittadino che la signora in questione insieme al marito è al centro di un procedimento giudiziario per un abuso edilizio, constatato dai vigili urbani anni addietro, per la costruzione di una piscina e degli spogliatoi annessi all’interno della sua villa, posta in zona soggetta a vincoli paesaggistici, in dispregio alle vigenti norme urbanistiche. La donna-coraggio, intervistata, dichiara di non ricordare nulla di questo episodio, benché il procedimento giudiziario sia in corso da ben cinque anni. Avremmo gradito che, oltre che a paladina dell’antiracket, la signora in questione si ergesse anche a paladina dell’ antiabusi-vismo. Dobbiamo invece con amarezza constatare che in una realtà come quella partenopea non si può chiedere troppo.

Inviato da: vocedimegaride - Commenti: 0







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